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Il Microcopy e la User Experience

Quali sono i segreti del microcopy?

Partiamo dall’inizio, dando una breve definizione: il microcopy è la parola o label (etichetta) o, in generale, qualsiasi tipo di contenuto, che fornisce chiarimenti, garantisce sicurezze all’utente e/o chiarisce eventuali dubbi che possano derivare dalla compilazione di un form di contatto, modulo di iscrizione o checkout (quest’ultimo merita un’attenzione addirittura superiore per ovvi motivi).

Microcopy

Esempio di microcopy su un sito web che richiede registrazione.

 

Vediamo un paio di punti che possono rendere il microcopy una piacevole esperienza e non un incubo.

1. Niente trucchetti e automatismi forzati

Cominciare con il pensare che bisogna, laddove ciò sia possibile, evitare ASSOLUTAMENTE di compilare in automatico i campi che richiedono la compilazione diretta dell’utente.
Può sembrare una problematica “minima”, ma non è così. Mettetevi al posto dell’utente. Come vi sentireste e quali sarebbero i vostri pensieri nei confronti di un sito che compila in automatico dei campi “Importanti”.
Magari ecco, non pensiamo a dei campi base, ma pensiamo piuttosto a quei siti che selezionano in automatico AL POSTO NOSTRO quale offerta vogliamo usare o quale upgrade vogliamo fare.
Questo, dal lato teorico, porterebbe a pensare che questo possa portare risultati a lungo termine, però fermiamoci un attimo a pensare a questo esempio reale:
Una nota Azienda di Telefonia ha, all’interno del suo sito, un form di registrazione/checkout che, al punto di selezione dell’abbonamento, sceglie AUTONOMAMENTE di farci aggiungere (tenendolo piuttosto nascosto, diciamo, perché non viene notificato il fatto che questa opzione venga selezionata) un pacchetto “bonus” che aumenta il costo della bolletta.
Da qui la strada si divide in due parti: nel primo caso, ovvero quello dove l’aumento è notato, l’utente penserà “Voglio fare i furbi, eh? Ecco, ora non mi abbono più al loro servizio!” e semplicemente uscirà dal sito.
Nel secondo caso, invece, l’utente non lo noterà, se non alla fine del checkout. In questo caso, beh, speriamo vivamente che questa rinomata azienda abbia un ottimo servizio clienti, perché altrimenti avrebbero perso immediatamente un cliente.
Visto? Un “Semplice” accorgimento porta dei risultati potenzialmente devastanti per il business!

 

2. Fai bene o non fare

Gli utenti sono in difficoltà quando il microcopy è fatto in un modo non naturale, forzato e, fondamentalmente, MALE.
Sembrerà ovvio, chi andrebbe a scrivere MALE un qualsiasi testo di un sito web? Ottima domanda, la cui risposta è “Nessuno, ovvio!!!”
Beh, purtroppo non è proprio così.
In alcuni form dei contatti, la maggior parte delle volte, il placeholder (il testo in trasparenza sopra il campo di input nel form) reciterà una formula come “La tua migliore e-mail” o “La tua mail, il tuo successo”.
Suonano bene eh, questo sì e sono in molti ad usare questa formula.
Vediamo da un altro punto di vista: non sono per niente naturali.
Perché? Beh, la tua MIGLIORE e-mail, sì certo, si capisce cosa vuol dire ma quando mai una persona utilizzerebbe questa formula in una conversazione? Non risulta per nulla naturale e sembra molto una formula tradotta letteralmente dall’inglese (Your BEST e-mail).
Nel secondo caso sì, suono già meglio, ma parlando per esperienza e avendo avuto molti clienti, posso garantirti che questa formula viene percepita troppo come “spam” o comunque come fregatura, anche se sicuramente ci sono delle ottime intenzioni dietro la newsletter (almeno si spera).

 

3. Meno è meglio?

Soprattutto osservando gli e-commerce, si nota come in alcuni checkout sia presente la dicitura “Registrazione”, “Registrati” o simili alla fine del checkout.
Questo è un esempio classico ma molto funzionale: cambiando, infatti, il testo precedente in “Continua” o “Procedi” si otterrà, quasi sicuramente, un miglior tasso di conversione.
L’utente non si sente obbligato a registrarsi e a impegnare quindi la sua e-mail a ricevere posta (magari non troppo desiderata) o semplicemente ha la sensazione di dover lasciare meno dati.
Da questo deriva anche la pratica nominata “Less is better”, ovvero il fatto di semplificare e abbreviare il più possibile le procedure di checkout dei form, in modo da non far perdere tempo all’utente.

 

4. Errori e malfunzionamenti

Cosa fare quando un utente immette una password troppo corta o troppo semplice e devi spiegargli che non va bene per qualche motivo?
Non complicare le cose e non far percepire la situazione come tragica.
Un messaggio come “La password che hai inserito è troppo corta” va benissimo, è chiaro e spiega il problema creare confusione.
EVITA assolutamente di mostrare gli errori con una frase unica, piuttosto utilizza un mini-elenco a punti.
L’utente riuscirà a muoversi meglio e non ci saranno dimenticanze o necessità di fare diversi tentativi per una semplice registrazione.

 

5. Le parole sono importanti

Il linguaggio utilizzato è sempre importantissimo.
L’utente vuole sentirsi intelligente, perciò usiamo un linguaggio base (sempre formale, a meno di situazioni particolari) e cambiamo tutte le parole o frasi troppo tecniche in termini semplici e comprensibili da chiunque sia nel target del sito.

 

In molti, purtroppo, tralasciano questa pratica del microcopy e si concentrano soprattutto sul contenuto principale del sito.
Trattandola invece come una parte significativa (qual è) della User Experience e facendone un utilizzo consono, pensato e intelligente si può migliorare moltissimo l’approccio che gli utenti avranno al nostro sito e, in complesso, aumentare le proprie statistiche!

 

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